Voluntary disclosure: non c’è autoriciclaggio se dalle notizie false fornite non consegue alcun provento

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Una recente pronuncia della Corte di Cassazione penale offre lo spunto per alcune considerazioni in tema di autoriciclaggio. La corretta definizione dell’ambito di applicazione di questa fattispecie – introdotta nel nostro ordinamento con la legge 186/2014 – è stata e continua a essere oggetto di grande dibattito. La Seconda sezione penale con la sentenza n. 14101 depositata l’1 aprile 2019, ha precisato che l’integrazione della fattispecie penale di esibizione di atti falsi e comunicazione di dati non rispondenti al vero, forniti dal contribuente nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria e riguardante la collocazione all’estero di una serie di opere d’arte, non può generare come provento autoriciclato quegli stessi beni che erano già esistenti e dichiarati sebbene falsamente, come collocati all’estero.Leggi tutto

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