Opzione donna e APE sociale: quale evoluzione per la pensione al femminile

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Le esigenze delle lavoratrici al centro della strategia previdenziale del Governo. Sulla pensione “al femminile”, si ragiona per introdurre, in maniera strutturale, una nuova modalità di flessibilità in uscita “unisex”, con il requisito anagrafico di 64 anni e almeno 20 anni di contributi versati e calcolo della pensione integralmente con il metodo contributivo. Si abrogherebbe, così, la disposizione vigente che impone, per l’accesso alla pensione anticipata, un ammontare mensile della prima rata di pensione non inferiore ad un importo soglia pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale. Nel frattempo, si manterrebbe opzione donna, che convergerebbe, in modo graduale, verso i nuovi requisiti.

Fonte: IPSOA – Informazione quotidiana su fisco, lavoro e pensioni, bilancio, gestione d’impresa e finanziamenti.

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