Modelli organizzativi 231 estesi ai reati tributari: criticità e opportunità

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Il decreto fiscale 2020 ha esteso i modelli organizzativi 231 ai reati presupposto tributari. Nella novella legislativa sembrano saldarsi due diversi ma convergenti interessi: la tutela delle finanze pubbliche mediante il contrasto a pratiche fiscali illecite aventi rilevanza penale e la salvaguardia delle società rispetto agli effetti patrimoniali dei reati tributari commessi dai loro amministratori. Con alcuni rischi, però. A partire dalla possibile duplicazione o triplicazione sanzionatoria in capo all’ente cui sono riferite le violazioni penali contestate agli organi apicali, per finire con l’impatto potenzialmente devastante che la confisca allargata potrebbe determinare sulla capacità dell’impresa di mantenere le condizioni per un’ordinaria continuità aziendale. Ecco allora che il bilanciamento di interessi e tutele implica un costante impegno del legislatore alla ricerca delle soluzioni più eque e convincenti, nel rispetto dei principi generali del diritto e, in particolare, di quello del no bis in idem.Leggi tutto

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