Le somme recuperate dal curatore dopo la consumazione del reato non si sequestrano

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L’applicazione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca, risponde all’esigenza di cristallizzare il profitto ed il prodotto del reato. Nel caso in cui questo sia costituito da somme di denaro, vista la natura fungibile del bene, non è richiesta la prova della derivazione dall’attività criminosa. Ma nell’ipotesi in cui, vi sia, la prova contraria non può essere oggetto della misura cautelare, come nel caso delle somme recuperate dalla curatela fallimentare ed accreditate sul conto del fallimento, dopo la consumazione del reato. A chiarirlo è la Corte di Cassazione nella sentenza n. 31516 depositata il giorno 11 novembre 2020.

Fonte: IPSOA – Informazione quotidiana su fisco, lavoro e pensioni, bilancio, gestione d’impresa e finanziamenti.

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