Lavoratori migranti: previdenza sociale senza discriminazioni

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I lavoratori migranti, a seguito dell’esercizio del loro diritto alla libera circolazione, non possono essere privati dei vantaggi previdenziali garantiti loro dalle leggi di uno Stato membro. Di fronte ad una divergenza di normative, il principio di leale collaborazione, fa obbligo alle competenti autorità nazionali di mettere in atto tutti i mezzi di cui dispongono per realizzare l’obiettivo di applicare un regime previdenziale neutrale. Qualora il diritto nazionale preveda un trattamento differenziato tra vari gruppi di persone in violazione del diritto dell’Unione, i membri del gruppo sfavorito devono essere assoggettati allo stesso regime degli altri interessati. E’ la conclusione a cui è giunta la Corte di Giustizia Ue nella sentenza del 14 marzo 2019 nella causa n. C-134/18.

Fonte: IPSOA – Informazione quotidiana su fisco, lavoro e pensioni, bilancio, gestione d’impresa e finanziamenti.

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