Gli atti del datore di lavoro, possono essere impugnati con il ricorso cautelare

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Il ricorso cautelare contro il trasferimento o altri atti del datore di lavoro (compreso il licenziamento) è idoneo a impedire, se proposto nel prescritto termine di 180 giorni, la decadenza prevista dalla normativa sui licenziamenti individuali, al pari del ricorso ordinario e della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato. È quanto ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 212 del 14 ottobre 2020, accogliendo la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla sezione lavoro del Tribunale di Catania.

Fonte: IPSOA – Informazione quotidiana su fisco, lavoro e pensioni, bilancio, gestione d’impresa e finanziamenti.

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