Fatture inesistenti: l’Ufficio deve provare il coinvolgimento nella frode

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In caso di contestazione di fatture soggettivamente inesistenti spetta all’Ufficio provare, anche attraverso presunzioni purchè gravi, precise e concordanti, non solo la fittizietà del fornitore, ma anche che il contribuente era consapevolmente partecipe della frode, ovvero che se ne sarebbe potuto rendere conto usando l’ordinaria diligenza. A fronte di dette contestazioni, inoltre, il giudice tributario deve valutare l’eventuale sentenza di assoluzione nel parallelo procedimento penale, anche se la stessa non ha efficacia di giudicato.Questi i principi contenuti nell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 33320, depositata il 17 dicembre 2019.Leggi tutto

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