Conciliazione giudiziale con lo schema “do ut des”: IVA al 22%

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La risposta a interpello n. 386/2020 sembrerebbe riguardare esclusivamente il principio di alternatività IVA-registro. Nei dettagli, però, nasconde un’importante precisazione che facilita la comprensione dei confini del presupposto oggettivo dell’IVA. Secondo l’Agenzia delle Entrate, infatti, gli importi dovuti a seguito di un’intervenuta conciliazione giudiziale, che definisce un contenzioso civile avente ad oggetto presunti danni cagionati dal conduttore di un immobile concesso in locazione, sono soggetti a IVA, con imposta di registro in misura fissa, laddove le somme corrisposte non abbiano natura di risarcimento del danno, bensì di corrispettivo per la rinuncia del proprietario di abbandonare ogni pretesa verso il conduttore. Il nesso tra l'impegno assunto dal proprietario e la somma versata integra il presupposto oggettivo dell'IVA, secondo lo schema “do ut des”.Leggi tutto

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