Certificato penale del lavoratore: (solo) la tutela dei minori fa scattare l’obbligo di richiesta

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I dati giudiziari sono dati sensibili e lo Statuto dei lavoratori vieta, come regola generale, alle imprese, anche ai fini dell’assunzione, di effettuare indagini “su fatti non rilevanti ai fini dell’attitudine professionale del lavoratore”. Occorre, tuttavia, evidenziare una peculiarità rappresentata dall’art. 25 bis del D.P.R. n. 313/2002 che, al contrario, obbliga il datore di lavoro a richiedere il “certificato penale del casellario giudiziale” per il soggetto che intenda assumere (o adibire, se già alle sue dipendenze) “per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportano contatti diretti e regolari con minori”. Ma perché non estendere l’obbligo di acquisire anche certificati che attestano la pendenza di indagini preliminari o di processi?

Fonte: IPSOA – Informazione quotidiana su fisco, lavoro e pensioni, bilancio, gestione d’impresa e finanziamenti.

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